Devo dire che la serata al caffè letterario è stata molto di qualità. Erano presenti Marcello Saponaro, consigliere regionale dei verdi e promotore dell’iniziativa, Alessandro Gilioli de l’Espresso, Mafe De Baggis, esperta di nuovi media, Francesca Pasquali, docente dell’Univeristà di Bergamo a Scienze della Comunicazione e il Sindaco Roberto Bruni. Ciò che ne ho tratto personalmente è che, tanto per cambiare, la politica non ha ancora ben capito come gestire questi nuovi (ma ormai non più tanto) modi di comunicare.
In particolare pare che il politico professionista non sappia da che parte pigliare la bestia, in quanto implica un approccio alla comunicazione e alla relazione che è antitetico ad alcuni consueti schemi del potere. Mi spiego, se la rete nasce come infrastruttura per lo scambio di informazioni e di idee, già questo può mettere in difficoltà chi intende la comunicazione come indottrinamento o comunque come costruzione della verità. La rete ha la caratteristica di orizzontalizzare (è italiano?), favorendo così uno scambio molto più rapido, simmetrico e diretto capace di raggiungere molta gente, e allo stesso tempo di porre tali relazioni in simmetria. Ciò significa che se io politico X faccio una legge cattiva e la pubblico in rete con uno spazio per i commenti, sarà facile incontrare anche un pubblico molto competente che non andrà troppo per il sottile del distruggermi la legge e di farmi notare le ambiguità e le contraddizioni possibili, mettendomi così in imbarazzo. Da qui deduciamo che chi ha da temere dalla rete è soprattutto chi intende la politica come puro esercizio di potere e di clientelismo, ma, qualora ci fossero, e grazie al cielo ce ne sono, dei politici ben intenzionati, hanno tutto da guadagnarci. Così come diverse aziende, sia grandi che piccole, sviluppano parte della loro innovazione in open source, ovvero togliendo segreti commerciali o brevetti e collaborando con la comunità mondiale della rete in modo da condividere conoscenza e farne patrimonio comune, alcuni onorevoli hanno messo in rete le loro proposte di legge (vedi esempio) dandole così a disposizione di persone coinvolte e competenti che a loro volta propongono correzioni che potrebbero anche essere accolte. La rete favorisce la conoscenza reciproca o comunque lo scambio, e questo da molto fastidio a chi si è costruito sul divide et impera.
Nel succedersi degli interventi è poi emerso da parte dei “non nativi digitali”, così come sono stati definiti dalle due esperte, il fatto che la rete, sia essa blog, wiki o social network, espone però l’interessato ad “attenzioni” non sempre gentili, nonostante ci si presenti in buona fede o in trasparenza. Soprattutto il modo in cui alcuni giornali stanno usando la rete, ossia aprendo i commenti a questo o quel provedimento della giunta, capita che arrivino 30-50 commenti negativi, magari offensivi e volgari, usando poi la cosa perdire “la gente pensa che…”. A questo proposito, pur essendomi accorto in prima persona di tale modalità, ritengo che comunque, ciò sia già un passo avanti rispetto a quelle situazioni in cui l’organo di stampa “X”, spinto da forze non sempre trasparenti, esercita pressione sulla politica in maniera intenzionale, selezionando alla fonte commenti e lettere, scegliendo oculatamente i soggetti da intervistare ecc.. Parliamoci chiaro, e contiamo quanti di noi hanno scritto ad un giornale esponendo un’opinione diversa da quella proposta dall’alto e non si sono visti pubblicare, ma anzi hanno avuto modo di osservare come al loro posto venissero fatte passare tutte quelle missive che alla fine confermavano la tesi proposta… pensiamo per un nanosecondo al caso Englaro…
La rete ad ogni modo non va vissuta in maniera determinista, ovvero come quella tecnologia che supera tutte le altre in ogni cosa e per qualsiasi utilizzo. La rete è qualcosa di estremamente rivoluzionario, che oggi è riuscita ad esprimersi secondo me al minimo delle sue potenzialità e gli anni a venire saranno estremamente interessanti a questo proposito, tuttavia non si può credere che la rete sia la manna dal cielo, anzi. La rete è un’opportunità, e come tutte le opportunità concede facoltà di scelta. In politica, soprattutto, è un modo per iniziare delle relazioni e mantenerle vive attraverso un contatto verbale detto questo ci deve essere anche dell’altro, altrimenti la cosa si deprime. A questo proposito, nel mio intervento al pubblico, ho dichiarato esemplare l’utilizzo della rete fatto da Marcello Saponaro, soprattutto nella campagna elettorale che gli ha permesso di assurgere al consiglio regionale. Per chi non lo sapesse, il suo diretto concorrente all’interno della lista spese 25 volte (secondo lo stesso Marcello) in più di lui, il quale non nasce e non muore in rete, anzi, ma attraverso la rete ha scambiato le proprie idee, si è confrontato, si è fatto ammirare, si è fatto insultare, si è fatto conoscere da persone che poi lo hanno voluto conoscere di persona ecc. continuando poi a nutrire il rapporto coi suoi elettori attraverso iniziative come “nonsolocave”.
Insomma la rete è una sorta di potente amplificatore: se sei ben intenzionato ti può aiutare enormemente, altrimenti hai davvero tutto da perdere.
DAV
una gran bella riflessione, ho perso qualcosa, mannaggia!!
Guarda Eva, è stata una serata davvero interessante, tutti ospiti molto qualificati e capaci di comunicare. Anche il sindaco a suo modo è intervenuto in maniera molto pertinente. C’era diversità di idee ma all’inteno di un confronto fruttuoso. Roberto Cremaschi, ad esempio, ha fatto un intervento sull’anonimato su cui si è aperto un altro dibattito ecc… speriamo che una serata di questo tipo possa ripetersi a breve.
Saponaro tra l’altro ha postato i link dei video della serata. clicca qua http://www.youtube.com/watch?v=wmWTZKFosiM
ciao
[...] delle sue voci, la stessa dinamica collaborativa è attuabile sul piano amministrativo. In un articolo precedente si accennava alle wiki-leggi, ovvero quelle leggi che sono state “offerte” alla rete, con [...]
Per ulteriori approfondimenti rimando ad un nuovo post
http://davidepaolillo.wordpress.com/2009/04/15/le-relazioni-ai-tempi-di-facebook/