E’ ufficiale, siamo di nuovo in campagna elettorale, la novità è che riguarda solo una parte del mondo politico italiano. Ci si prepara al congresso e quindi alle primarie del Partito Democratico. La cosa non è indifferente, né per me né per chiunque si interessi di politica. Ciò che emergerà da queste primarie (che stavolta sembrano essere primarie vere) determinerà l’equilibrio di tutto il centro-sinistra e attiverà o interromperà determinati percorsi sia di chi è dentro che di chi è fuori d questo partito. Vale dunque la pena seguire quanto accade. Questa volta non sono completamente dentro, quindi mi godrò il mio distacco e starò un po’ alla finestra, nutrendo a mia volta simpatie e speranze perché questo o quel tema vengano portati avanti.
Ieri, com’è come non’è, cominciano a comparirmi su FB una sfilza di improperi verso Debora Serracchiani, a seguito di questa intervista. Poi, a ruota, vedo notizie di agenzia di questo e di quell’esponente del PD che esprimono sdegno e disprezzo. Il divo Giulio, nel senso di Andreotti, al posto della Serracchiani si sarebbe fregato le mani: più parlano di te, sia bene che male, più ti stanno dando importanza e quindi potere. Ciò che mi ha stupito è che molti di questi attacchi non sono stati sferrati da comuni elettori simpatizzanti PD con tutte le ragioni per essere incazzati, ma da gente della segreteria nazionale o comunque gente troppo in alto nella gerarchia nazionale del PD…
Io l’intervista l’ho letta, e non mi sembra niente di che. Nel bene come nel male. Serracchiani si dichiara, fa un paio di battute provocatrici ad un giornalista (secondo me) un po’ capzioso, e poi dice quello che ha sempre detto. Io non mi sarei accorto di nulla, lo stesso dichiararsi pro-franceschini a mio parere era prevedibile, andava solo ufficializzato.
E poi la rete impazza con dichiarazioni, come dicevo, di illustri papaverozzi del partito che vanno giù di mazzate… A cosa? boh, io personalmente non l’ho capito molto. Serracchiani è temutissima, nonostante non abbia nessun potere effettivo. Serracchiani è principalmente ancora un fenomeno mediatico e poco altro, ma nell’era della multimedialità la cosa non è poco. Serracchiani è il primo vero prodotto politico italiano della rete. L’ intervento che ha consentito a Serracchiani di “bucare”, se non ci fosse stata la rete non se lo sarebbe filata nessuno. Se ne sarebbe parlato, forse, all’interno del PD ma lì dentro sarebbe anche rimasto. La rete ha la caratteristica, diversamente da altri media, di matchare ovvero di far incontrare risorse che si cercano. Se di una determinata risorsa c’è una grande richiesta, non appena questa si propone i motori di ricerca la scovano immediatamente e la sua popolarità cresce a ritmi impensabili per altre epoche. Serracchiani non ha fatto altro che dire qualcosa che una certa fascia di persone (forse la maggioranza degli elettori del PD e oltre) pensavano da tempo e che causava loro grande sofferenza. Serracchiani si è fatta trovare ed i motori di ricerca, metaforici o meno, l’hanno premiata.
La rete, come dicevo in un altro post, è anti-potere, è rivoluzionaria, nel senso che è in grado di darti ciò che cerchi presentandoti una serie di alternative che si possono valutare con attenzione, e che quindi vanno su misura per te. Gli altri media invece ti preparano già tutto, costruiscono la verità senza possibilità di linkare questa o quella informazione di chiarimento. Brin e Page, inventori di Google, dopo i primi successi dissero che page rank (l’algoritmo di google) era impostato in modo che ad una ipotetica ricerca su “cancro” ti desse la migliore soluzione per la cura del cancro, e non semplicemente quella meglio reclamizzata. La qualità, nella rete, la fanno gli utenti, i pro-sumers, non più i con-sumers. Il fenomeno Serracchiani è dunque un elemento di forte rottura relativamente allo schema che il “potere” (passatemi il termine) si era costruito, e questa cosa ha mandato in fibrillazione una parte del sistema, che ora si sente in pericolo e attiva i propri anticorpi.
Il fenomeno Serracchiani è un virus che il sistema ha prodotto per innovarsi, per cambiare il proprio patrimonio immunitario, il quale non è forse più adeguato al nuovo ambiente in cui si sta vivendo.
Beh, credo proprio che non ci annoieremo in questi mesi
per la cronaca posto anche il suo intervento al lingotto che mi sembra niente male http://davidepaolillo.wordpress.com/2009/07/02/verso-il-congresso-del-pd1-chi-ha-paura-di-debora-serracchiani/
voglio cacciari! o uno competente alla segreteria altrimenti che cavolo!
Cacciari è interessante, o almeno trovo molto interessante e serio il discorso che fa (come chiamparino) su un partito confederale.